Scopriamo insieme il fascino delle posizioni capovolte

Jul 5 / Laura D'Attardi
Scopriamole insieme
Le posizioni invertite nello yoga, conosciute anche come "asana invertite", sono quelle posizioni in cui il corpo è capovolto rispetto alla sua posizione normale, con la testa più in basso rispetto al cuore. Queste asana sono molto apprezzate per i numerosi benefici fisici e mentali che offrono.

Esempi di posizioni invertite
1. **Sirsasana (posizione sulla testa)**: è una delle posizioni invertite più iconiche. Si esegue stando sulla testa con l'aiuto degli avambracci, mantenendo il corpo dritto verso l'alto.
  
2. **Sarvangasana (posizione della candela)**: in questa posizione, il corpo è supportato dalle spalle, con le gambe sollevate verso l'alto e il mento che tocca il petto.
  
3. **Halasana (posizione dell'aratro)**: una variazione della Sarvangasana, dove le gambe vengono portate dietro la testa fino a toccare il pavimento con i piedi.

4. **Adho Mukha Vrksasana (posizione della verticale)**: simile a una verticale, questa posizione richiede forza nelle braccia e stabilità per mantenere il corpo capovolto.

5. **Pincha Mayurasana (posizione del pavone con gli avambracci)**: simile alla verticale ma eseguita sugli avambracci, richiede grande equilibrio e forza.

Benefici delle posizioni invertite
- Migliora la circolazione sanguigna: Invertendo il corpo, il sangue ritorna più facilmente al cuore, favorendo la circolazione e migliorando l'ossigenazione del cervello.
  
- Stimola il sistema linfatico: Le posizioni invertite favoriscono il drenaggio linfatico, aiutando a eliminare le tossine dal corpo.

- Rafforza la concentrazione e l'equilibrio: Mantenere l'equilibrio in queste posizioni richiede un alto livello di concentrazione, il che aiuta a migliorare la consapevolezza del corpo e della mente.

- Calma il sistema nervoso: Molte posizioni invertite hanno un effetto calmante sul sistema nervoso, riducendo lo stress e l'ansia.

- Allevia i problemi digestivi Alcune asana invertite possono aiutare a migliorare la digestione, stimolando il movimento peristaltico e alleviando la stitichezza.

Precauzioni
Le posizioni invertite, soprattutto le più avanzate come Sirsasana, richiedono una certa preparazione fisica e devono essere eseguite con attenzione per evitare infortuni. È consigliabile impararle sotto la guida di un insegnante esperto, soprattutto se si è principianti. Persone con condizioni mediche particolari, come problemi alla cervicale, glaucoma, o ipertensione, dovrebbero consultare un medico prima di praticare queste posizioni. 
Nel caso siano controindicate è possibile praticare inversioni più gentili e ristorative, conservandone tutti i benefici, come Setu Bandha Sarvangasana (il ponte) oppure Viparita Karani ( gambe al muro ).
Durante il ciclo mestruale molte donne si astengono dal praticare le inversioni, occorre sempre ascoltare il proprio corpo e le sue necessità.


Il tempo da trascorrere nelle posizioni invertite nello yoga può variare in base all'esperienza, alla forza fisica, e al comfort dell'individuo. Ecco alcune linee guida generali:

 Per i Principianti
Iniziare con pochi secondi: All'inizio, può essere sufficiente mantenere la posizione per 5-10 secondi, soprattutto per posizioni come la Sirsasana (posizione sulla testa) o la Sarvangasana (posizione della candela). È importante abituare il corpo gradualmente alla sensazione di essere capovolto.
- Incremento graduale: Con la pratica, si può aumentare il tempo di mantenimento della posizione di 5-10 secondi ogni settimana, sempre ascoltando il proprio corpo.

Per i Praticanti Intermedi
- Fino a 1-2 minuti: Con l'aumento dell'esperienza e della forza, si può puntare a mantenere le posizioni invertite per 1-2 minuti. Questo è un tempo sufficiente per beneficiare degli effetti della posizione senza sovraccaricare il corpo.

Per i Praticanti Avanzati
- 3-5 minuti o più: I praticanti avanzati che hanno sviluppato una buona forza e stabilità possono mantenere le posizioni invertite anche per 3-5 minuti o più. In alcuni casi, come nel caso della Sarvangasana, i praticanti avanzati possono restare nella posizione anche per 10-15 minuti, ma questo richiede molta preparazione e dovrebbe essere fatto solo se ci si sente completamente a proprio agio.

Considerazioni Generali
- Ascoltare il proprio corpo: È fondamentale non forzare il corpo a restare in una posizione invertita più a lungo di quanto ci si senta a proprio agio. Segnali come tensione eccessiva, tremori, o difficoltà nella respirazione sono indicazioni che è il momento di uscire dalla posizione.
  
- Riposare tra una posizione e l'altra: Dopo una posizione invertita, è consigliabile riposare per qualche minuto in una posizione rilassata, come la Balasana (posizione del bambino), per permettere al corpo di riequilibrarsi.

- Consultare un insegnante: Se si è alle prime armi o si hanno dubbi sulla durata, è sempre utile consultare un insegnante di yoga esperto, che può dare indicazioni personalizzate basate sul livello di pratica e sulla condizione fisica individuale.

In sintesi, il tempo di permanenza nelle posizioni invertite dovrebbe essere adattato alle proprie capacità e sensazioni, con un approccio graduale e consapevole per evitare infortuni e massimizzare i benefici.

In conclusione, le posizioni invertite sono una componente fondamentale della pratica yoga, offrendo una vasta gamma di benefici per corpo e mente, a patto di essere eseguite correttamente e con le dovute precauzioni.




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